Gabrielloni, a dream from Champions!! A goal to dream

Ci sono storie che sfidano la logica cinica del calcio moderno, ballate romantiche scritte sui campi di terra battuta e destinate a risuonare nei templi sacri d’Europa. Quella tra Alessandro Gabrielloni e il Como 1907 non è semplicemente una militanza sportiva; è un’epopea dinastica.
Il primo vagito della pre-season 2026/27 contro il Paris FC ha sancito il ritorno del bomber più amato degli ultimi anni sulle sponde del Lario e il destino, che ha ottima memoria, ci ha messo appena una manciata di minuti per riconsegnargli la chiave di volta del match: un gol dei suoi, sotto il cielo dello storico stadio Sinigaglia.
Dopo il prestito della scorsa stagione alla Juve Stabia, l’urlo del bomber ha squarciato l’attesa di un popolo che non lo ha mai dimenticato. Al triplice fischio, le parole dell’attaccante hanno vibrato di una commozione profonda:
“Sono felicissimo di essere tornato a giocare qui al Sinigaglia. È come se non me ne fossi mai andato e tutti sono stati fantastici con me. Era solo una partita di preparazione, ma per me era importante ritrovare il gol. Ero davvero felicissimo e sono molto contento di essere qui.”
Un’investitura morale arrivata anche dal condottiero della panchina lariana Cesc Fàbregas che, con l’occhio clinico di chi ha dominato il calcio mondiale, ha colto immediatamente il valore umano e tecnico del numero 9:
“Sono molto contento per alcune delle cose che abbiamo visto oggi, tra cui Gabrielloni. Stava rientrando e mi ha mostrato aspetti interessanti. È stata una buona opportuntà per capire quanto i giocatori vogliano essere qui e cosa possano offrire.”
Nel calcio dei contratti milionari e dei passaporti facili, Gabrielloni incarna la figura del pioniere. Giunto a Como nel gennaio del 2018 ha scalato l’intera piramide calcistica italiana lasciando il proprio marchio di fabbrica, il gol, in ogni singola divisione. Alessandro ha graffiato il fango e accarezzato l’erba perfetta dei palcoscenici più nobili:

L’Inferno della Serie D: il punto più basso della storia recente, dove Gabrielloni ha caricato la squadra sulle spalle a suon di  gol pesanti.
Il Purgatorio della Serie C: l’ anno della rinascita e della consacrazione come leader indiscusso del reparto offensivo.
L’Olimpo della Serie B: la maturità tattica, il trascinamento ancora una volta a suon di gol verso una promozione che mancava da ventun anni.
Il Paradiso della Serie A:, culminata con la perla d’autore segnata contro la Roma, a dimostrazione che il gol è un istinto che non conosce categoria.





Oggi il Como 1907 non è più la fenice ferita che cercava faticosamente di risorgere dalle proprie ceneri societarie. Sotto l’egida della proprietà più solida del panorama nazionale e la guida visionaria di Fàbregas, il club lariano punta dritto ai confini della gloria continentale.In questo contesto di sfarzo e grandi firme internazionali la figura di Alessandro Gabrielloni si erge a custode dell’anima di questa piazza. Sentire la musica della Champions League risuonare sulle sponde del lago non è più un’eresia da sognatori ma un obiettivo tangibile. Vedere quel ragazzo, che un tempo combatteva sui campi della quarta serie, calcare il terreno europeo con la maglia biancoblu non sarebbe soltanto il miracolo sportivo di un singolo uomo. Sarebbe l’estasi collettiva di un intero popolo. Il sogno di Gabrielloni è il sogno di Como: una favola moderna che attende solo di scrivere il suo capitolo più glorioso.

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