Napoli, i 4 motivi della crisi: ecco perché il sogno scudetto sta svanendo

Napoli Calcio Ultimissime – I motivi della crisi degli azzurri: un focus sulle 4 cause del momento negativo e dei risultati che hanno portato alla perdita del primo posto 

Per il Napoli calcio ultimissime legate al periodo negativo che i partenopei hanno vissuto in questo terribile mese di febbraio. La squadra di Conte ha raccolto appena 3 punti in 4 partite, con tre pareggi consecutivi contro Roma, Udinese e Lazio e la sconfitta con il Como. Risultato? Primo posto perso a favore dell’Inter a pochi giorni dallo scontro diretto al Maradona.

Gli azzurri hanno la chance di riagganciare la vetta della Serie A nella sfida casalinga di sabato prossimo, guardandosi alle spalle dall’Atalanta. In caso di sconfitta, invece, la stagione sarebbe compromessa, nonostante le 11 partite alla fine della stagione. Servirà una svolta per uscire da questa crisi, la stessa che Il Mattino ha analizzato e sviscerata in 4 motivi principali di cui vi riportiamo un estratto.

La condizione

“C’era una volta la squadra gagliarda e aggressiva capace di mettere sotto anche un avversario tostissimo come l’Atalanta di Gasperini. Nel mese di febbraio per tre volte in vantaggio, per tre volte si è fatto raggiungere. Il Napoli che a gennaio metteva sotto Fiorentina, Verona, Atalanta e Juventus non è stato nemmeno lontano parente di quello che si è abbassato troppo all’Olimpico incassando il gol del romanista Angelino in pieno recupero, così come nulla ha a che fare con la squadra totalmente inesistente ritornata in campo al Maradona nella ripresa contro l’Udinese.

Stesso atteggiamento remissivo visto al Sinigaglia contro il Como che aggiungendo un pizzico di qualità e sfrontatezza in più rispetto all’Udinese si è addirittura andato a prendere la vittoria nel finale di gara. Contro la Lazio, precedentemente, la squadra si è abbassata troppo e negli ultimi minuti si è fatta schiacciare dai biancocelesti fino al momento del gol del pareggio di Dia”.

Il mercato

“In principio il dubbio era: Kvara o Neres? Poi è diventato: Kvara e Neres? Adesso è: chi al posto di Neres? Perché Kvara è stato ceduto al PSG nella sessione di mercato di gennaio, mentre Neres è ai box per un problema muscolare. Il vero problema del Napoli di oggi sta nella gestione sbagliata delle scelte sul mercato nel mese di gennaio. Il club non è riuscito a consegnare nelle mani di Conte un sostituto all’altezza per dare un’alternativa a Neres.

Noah Okafor, acquisto di gennaio del Napoli (LaPresse) – SpazioNapoli.it

Sul gong del calciomercato è arrivato Okafor, ma l’impressione è che si sia trattato solo di un nome da mettere in rosa per fare numero durante gli allenamenti. Di sicuro passare da Garnacho e Adeyemi a Okafor è stato un salto nel vuoto. Il Napoli si è ritrovato senza alternative e senza soluzioni per poter andare ad aumentare il peso offensivo nei finali delle gare da vincere. Oltre a Okafor sono arrivati Billing e Hasa, di belle speranze, che però al momento non ha collezionato nemmeno un minuto con la maglia azzurra”.

Gli infortuni

“Tutti insieme appassionatamente. Olivera, Mazzocchi, Spinazzola e Neres si sono fatti male quasi contemporaneamente ed erano proprio loro i destinati a giocare sulla corsia sinistra del Napoli. Certamente è stata una coincidenza sfortunata, ma sta di fatto che quelle assenze contestuali hanno costretto Conte a dover trovare soluzioni alternative e di emergenza per schierare la squadra in campo. Le assenze per infortunio, unite al mercato deficitario, hanno convinto l’allenatore a cambiare modulo in corsa.

Contro il Como è rientrato Spinazzola, contro l’Inter potrebbe rivedersi Olivera, mentre per Neres e Mazzocchi i tempi saranno ancora un po’ più lunghi. Per questo Conte sta ancora riflettendo sulle scelte più appropriate da fare in vista del big match di sabato al Maradona, nella speranza che l’infermeria si possa svuotare il più velocemente possibile per riavere a disposizione tutti gli uomini nell’ultimo miglio che può portare allo scudetto”.

I big in ombra

“Nel calo generale c’è ovviamente quello dei singoli, o almeno di quelli che dovrebbero provare a fare la differenza per tasso tecnico e personalità. Il primo a finire sul banco degli imputati è certamente Romelu Lukaku che a gennaio è stato il mattatore del Napoli con 3 gol 3 due assist messi a referto e che nel mese di febbraio è fermo al palo.

Lukaku è uno che da solo può tenere a bada tutta la difesa avversaria ma Conte a Como lo ha sostituito dopo appena un’ora di gioco. Senza Lukaku, però, il Napoli perde il punto di riferimento e i compagni non sanno dove appoggiarsi per sfondare. La speranza, però, è che dopo questo mese possa tornare ad essere determinate a suon di gol e sponde preziose.

Così come Lobokta che sembra aver perso l’argento vivo che solitamente lo caratterizza. Meno brillante, meno rapido nelle scelte, meno incisivo nella fase di costruzione: se Antonio Conte lo ha addirittura sostituito a 10 minuti dalla fine nella gara (da vincere) contro l’Udinese vuol dire che il campanello d’allarme suonava a tutta forza. Ma lo slovacco sembra leggermente affaticato e le sue prestazioni sono molto al di sotto dei suoi standard”.

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