Lazio Primavera receives Udinese at Mirko Fersini in a match that is worth a lot for the biancocelesti in terms of play-offs. The hosts take the lead at 17′ with D’Agostini then finding the double with the same player at 37′. In the second half not much happens and the match is all resolved in the first half: the biancocelesti overcome the Friulians 2-0.
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Le parole di Marcelo Salas a Lazio Style Channel
LAZIO (4-3-3): Bosi, Nazzaro, F. Bordon, Di Tommaso (70′ Gelli), D`Agostini (59′ Sulejmani), Munoz (59′ Santagostino), Bordoni (70′ Ferrari), Serra, Farcomeni, Zazza (77′ Petta), Milani. Available: Giacomone, R. Bordon, Montano, Marinaj, Battisti, Karsenty.Coach: Sergio Pirozzi.
Salas sulla Supercoppa Europea
UDINESE (4-2-3-1): Kristancig, Kristancig, Lazzaro (57′ Shpuza), Bozza, Del Pino (57′ Landolfo), Cosentino (59′ Xhavara), Busolini, Conti (81′ Cella), Dal Vi, Vinciati (81′ Owusu), El Bouradi, Marello.At disposal: Cassin, Polvar, Severino.Coach: Igor Bubnjic.
Sull’inizio della sua carriera in Cile
REFEREE: Antonio Di Reda (sez. Molfetta)Assistants: Giuseppe Bosco – Fabio D`Ettorre.
Sulla sua esperienza in Argentina
MARKERS: 17′ 37′ D’Agostini (L)
L’esordio con il Cile
NOTES. Sent off: // Admonished: Bordoni, Serra, Di Tommaso (L); Lazzaro, Busolini, Cella, Marello (U) Recovery: 1′ pt, 4′ st.
Sul Mondiale del ’98
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Sulla doppietta a Wembley in Inghilterra Cile
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Sul concerto degli U2 a Santiago di Cile
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Idolo dei laziali per come giocava
“Mi fa piacere, so che non ero solamente un attaccante e so che potevo dare un po’ indietro, fare assist, aiutare la squadra. Avevo iniziato la carriera da centrocampista, volevo essere Maradona e giocavo con la 10. Per me non era un problema indietreggiare, forse per quello il mio stile piaceva”.
Sullo scudetto e perché non se ne sono vinti di più
“Potevamo vincere di più, sono arrivato nel 1998/99 e lo abbiamo perso con il Milan. Avevamo 6/7 punti di vantaggio, non so cosa sia successo poi e loro ci hanno tolto lo scudetto dalle mani. Ricordo che avevamo detto di vincerlo l’anno successivo e ci siamo riusciti, menomale. Non ci è bastato battere la Reggina ma abbiamo dovuto aspettare Perugia, io ero nello spogliatoio e una volta finito tutto siamo andati tutti in campo con i tifosi. Stadio meraviglioso, festa meravigliosa”.
Sullo spogliatoio di quella Lazio
“Io con Dejan ero il più giovane, il resto erano tutti più grandi. Ero un ragazzo che ascoltava, per me non era un problema, i confronti ci sono stati nello spogliatoio e sono stati tutti di crescita”.
Su Eriksson e Mihajlovic
“Purtroppo ci hanno lasciato troppo presto. Eriksson è stato un grande allenatore per me, grande gestione di campioni e grande allenatore sul campo. Sinisa invece mi fa emozionare, lui mi ha aiutato tanto quando sono arrivati, siamo diventati molto amici. Sinisa mi ha lasciato qualcosa in più, è stato un guerriero e per i laziali lui ha fatto e dato sempre tutto. Rimarrà per sempre nel mio cuore”.
Sull’addio alla Lazio
“I migliori anni sono stati qui, sarei voluto restare, avrei voluto anche tornare ma non è stato così. Una grande squadra come la Juventus mi voleva e sono andato, ho preso quella decisione ma poi non sono più potuto tornare. Poi per problemi familiari sono tornato in Argentina”.
Un’emozione da scegliere con la Lazio
“Sicuramente lo scudetto. Dopo 25 anni che non si vinceva, è stata un’emozione enorme. Per tutti i laziali veri quel momento non si può dimenticare”.
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