Speaking for the club’s official channels, Daniele Pradè, sporting director of Fiorentina, commented on the purple team’s success over Juventus in Serie A. Here is what he said, “The most beautiful Fiorentina this year. This parttia can give us the mental turning point, to understand that we are a team that can compete with everyone. We had a very difficult couple of months also because the team was not full. We were very good at sticking together. Today was too important, a day for Joe, against one of our rivals. And it had to give us this satisfaction, for the Barone family, for the president and for the fans. I hope this match will give us compactness in the outside environment, in general, that it will bring back an empathy that is too important for us. The stadium makes a difference for us, we’re not doing great on the road but I hope this will bring everything back together.”
Also, on the purchase right from Juventus of Nicolò Fagioli, the executive added, “Nic was the player we wanted but I don’t want to talk about an individual, the team prepared very well. This makes it clear that we do not have a leader but all of us together in an unlucky season had great internal strength. Now it has to accompany us to the end.” Read also Palladino’s words on Fiorentina’s win over Juventus <<<
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Sul capitano: “Tutti devono prendersi le responsabilità e andare nella stessa direzione. Il capitano sarà Locatelli, poi ci saranno altri due, tre nomi”.
Sul lavoro: “Dobbiamo lavorare su tutto, bisogna avere spensieratezza ma anche mentalità e cattiveria. Non dobbiamo trascurare niente”.
Sul modulo: “In carriera ho difeso a 4 e a 3, marcando a uomo e a zona. Bisogna trovare l’assetto giusto per i giocatori che uno ha a disposizione. L’importante è lo stile di gioco. Non bisogna rinunciare a niente, voglio che i giocatori si divertano, che si segni un gol in più. Ma bisogna anche correre e difendere. Mi piace attaccare con tanti uomini, ma anche non prendere gol. Serve un lavoro completo”.
Sulla sfida contro il Genoa: “Sono convinto che faremo bene, ma sarà una partita difficile. Vieira è riuscito a trasmettere le cose giuste ai suoi uomini, li rispettiamo ma siamo consapevoli dei nostri mezzi”.
Su Kolo: “Giocatore fortissimo. Ci siamo conosciuti ieri, sono contento di averlo”.
Su Thuram: “Ieri ho parlato con sua padre, mi ha detto di dargli uno schiaffo se fa qualcosa di male. Giocatore forte e umile“.
Sulla mentalità: “Qualcuno l’ho conosciuto ieri, non posso dire in qualche ora come sono le persone. Chiaro, generazioni sono diverse, non di calciatori ma anche di giovani che arrivano. Chiaro che prima c’era tanta più personalità, ovunque. Però va anche detto che si è intrapresa una strada di cambiamento, quando ci sono tanti giocatori il percorso di crescita di una squadra può rallentare. Alla Juve, non frega a nessuno se sei giovane o vecchio: devi vincere. Questo vale per tutto. La Juve fa le cose giuste scegliendo le persone giuste, se si sbaglia persone non si fa bene. Qua, invece, c’è stata sempre questa forza, a partire dalla gente ai vertici. Ricordo bene la cultura della Juve 1990/2000: c’era sempre voglia di vincere, sia in Champions che contro squadre meno forti. Mi metto ad aspettare per fare una terapia, il lettino si libera e arriva Zidane: io mi sposto, lui però mi prende e dice che tocca a me. Poi, dopo un allenamento, prendo le calze e le butto via. Arriva Del Piero e mi dice di metterle in ordine. Sono due cose belle dei miei tempi, così vi ho raccontato due curiosità”.
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